Venezia – 18 aprile 2020. Inevitabile che a fronte di reiterate segnalazioni o prese d’atto di ufficio, Procure della Repubblica e Nas stiano avviando controlli all’interno delle strutture residenziali per anziani. Nonostante in tanti si siano spesi nel tentativo di dimostrare che in queste strutture tutto è sotto controllo, esibendo tabelle che indicano un numero di decessi inferiore rispetto ad altre realtà regionali, è quanto mai evidente la pesante ricaduta che il virus ha avuto in queste strutture.

“Fin da quando era evidente la portata che il virus poteva avere sulle residenze per anziani, non solo su quelle ospedaliere, abbiamo chiesto di attivare procedure di prevenzione ed interventi prioritari - afferma Ivan Bernini segretario generale FP Cgil Veneto - Denunciando da subito l’assenza di dispositivi di protezione per i lavoratori delle Rsa e giungendo all’invio di diffide in tutte le strutture visto l’assenza di riscontri. Abbiamo preso atto anche di risposte, infarcite di protervia, nelle quali oltre che ad accusarci di fare terrorismo siamo stati minacciati di querele per procurato allarme”.

“Quanto sta accadendo anche in queste ore – prosegue Bernini - nonostante in troppi tendano a minimizzare, è la dimostrazione che non procuravamo allarme ma che manifestavamo una preoccupazione reale. L’aspetto incredibile al quale assistiamo anche in queste ore, continua Bernini, è che anche di fronte all’evidenza di numeri ancora parziali e nonostante l’avvio di indagini da parte delle procure, ci sono soggetti più preoccupati a tranquillizzare l’opinione pubblica che a manifestare apertamente una richiesta d’aiuto per impossibilità di gestione della situazione oramai fuori controllo”.

“Considerando che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sanitaria e prendendo atto che in diverse strutture la situazione è oggettivamente fuori controllo, non irrilevante peraltro il fatto che taluni organi di direzione e coordinamento sono assenti perché in quarantena, riteniamo urgente la piena delega alle Ulss nella gestione degli interventi”.

“Siamo consapevoli che questa proposta alimenterà un’alzata di scudi da parte di Sindaci, Presidenti e Direttori. Ma dopo aver assistito al “balletto di responsabilità” tra regione, Ulss e singole direzioni in ragione di chi fosse la titolarità degli interventi da adottare, e soprattutto a fronte del carattere emergenziale per decessi, numeri di contagiati e condizioni praticabili di gestione degli ospiti in queste strutture, non vediamo soluzioni alternative praticabili”.

Quello che non si è operato in vent’anni attraverso una riforma delle Ipab ed una articolata discussione sul fatto che queste strutture hanno sempre più assunto una funzione ad alta valenza sanitaria, va fatto ora in emergenza e va pensato per il prossimo futuro.
I modelli non sono validi per tutte le stagioni. E la stagione del covid-19 ha purtroppo evidenziato tutti i limiti del nostro modello.”

“Le procure fanno il loro lavoro e diranno nel corso del tempo se e quali responsabilità ci sono state. Ma nel frattempo i decessi continuano, anche laddove si tenta di nasconderli, e responsabilità delle scelte politiche deve essere quella di mettere in protezione ospiti e lavoratori. Questa è la priorità e l’emergenza richiede interventi straordinari” conclude Bernini.