I lavoratori della Polizia Provinciale del Veneto riuniti in assemblea non possono che sottolineare come vi sia il costante indebolimento del servizio dovuto alla carenza di personale e ai mancati investimenti da parte delle Province sia sul personale stesso che sui mezzi.
Da più di un anno i lavoratori aspettano che venga data attuazione alla Legge Regionale che prevede il loro passaggio presso l’Ente e la costruzione della Vigilanza Regionale. Tale scelta che doveva determinare un rilancio dell’attività di vigilanza ambientale si sta trasformando nella vera e propria cancellazione del servizio a danno dei cittadini. La scelta di molte Amministrazioni Provinciali di cedere il personale in servizio sta anche determinando diverse difficoltà nel garantire l’ordinaria gestione dei turni e delle presenze.
Abbiamo appreso in queste ore di una possibile delibera della Giunta Regionale che rinvia il passaggio del personale in subordine ad un provvedimento statale che permetterà, nel passaggio, il mantenimento delle qualifiche. Tale delibera rinvierebbe anche tutta la competenza su caccia e pesca ad una successiva intesa tra Regione e UPI.
La necessità di un provvedimento statale per il passaggio delle qualifiche e del personale era già stata evidenziata nella delibera della Corte Costituzionale del 2018 ed è per questo grave che in un anno non si sia trovato rimedio a garanzia dei lavoratori e del servizio.
Per tutte queste ragioni i lavoratori in assemblea danno mandato alle segreterie regionali di categoria Cgil, Cisl e Uil di chiedere un incontro urgente alla Giunta Regionale del Veneto, ai Presidenti dei Gruppi Politici del Consiglio regionale e all’Upi per chiedere quale sia il futuro dei lavoratori e di una funziona fondamentale che, è bene ricordare, riguarda la vigilanza ambientale.  
Indebolire e smantellare la Polizia Provinciale vuole dire danneggiare un interesse di tutti i cittadini e ridurre la possibilità di controllo sui reati ambientali che come sappiamo hanno spesso ricadute sulla salute dei cittadini.
È necessario che le Province e la Regione chiariscano urgentemente come si intende mantenere in vita il servizio della Polizia Provinciale e ripristinarne in pieno l’attività e l’investimento sui mezzi, non più sicuri, sugli strumenti necessari al lavoro e sul personale.
Cgil Cisl e Uil di categoria chiederanno anche un confronto alle forze politiche e parlamentari del Veneto affinché chiariscano il loro impegno nel determinare il provvedimento utile alla garanzia del mantenimento delle qualifiche.
I lavoratori della Polizia Provinciale del Veneto danno mandato alle Segreterie Regionali che in assenza di risposte alla richiesta di confronto sia proclamato lo stato di agitazione del personale valutando tutte le forme di lotta.

Venezia, 5/4/2019.