Contratto fermo da troppi anni e salari troppo bassi
Da 14 anni ARIS e Aiop non rinnovano il contratto di lavoro della Sanità Privata e da 8 anni quello delle Rsa, ma continuano a fare profitti con i soldi Pubblici.

27 maggio 2020 - Blocco di tutte le attività programmate nelle strutture sanitarie private con contratto AIOP e ARIS del Veneto nella giornata di giovedì 18 giugno, per lo sciopero indetto da FP CGIL, CISL FP E UIL FPL.
Estrema rigidità delle parte datoriali ARIS e AIOP, anche nell’ultimo incontro del 25 maggio con il Ministro della Sanità Speranza e il Presidente della conferenza delle Regioni Bonaccini, dove le associazioni datoriali hanno per l’ennesima volta trovato scuse per non arrivare ad un impegno concreto a siglare definitivamente in rinnovo del contratto scaduto da troppi anni, che coinvolge circa 300 mila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, che operano con la stessa professionalità dei colleghi dei servizi pubblici, senza avere gli stessi diritti.

Nell’incontro, sia il Ministro che il Presidente, hanno sottolineato come il tema del rinnovo contrattuale non possa più essere ulteriormente procrastinato, ricordando le modifiche apportate con il DL 124/2019 art.45 c.1-ter, al fine di garantire le risorse necessarie a dare attuazione a quanto concordato in sede di ministero della salute e chiedendo alle associazioni datoriali di rimuovere le pregiudiziali relative alla clausola di salvaguardia regionale, in virtù di una disponibilità di insediare un tavolo tecnico che potesse sia affrontare le eventuali criticità territoriali che ad avviare un confronto di prospettiva più ampio sul Sistema Sanitario.
Nonostante questa garanzia ancora una volta le parti datoriali ARIS e AIOP, in assenza di un atto scritto che rappresenti tale impegno, hanno ribadito che non sono nelle condizioni di approvare il CCNL, con l’aggravante di porlo come condizione solo ora, dopo mesi e mesi di trattativa.

A tale VERGOGNOSA chiusura abbiamo risposto con la conferma dello sciopero, che coinvolgerà circa 10.000 dipendenti di tutte le strutture della sanita privata del Veneto: ULSS 1 Ospedale di Cortina, ULSS 2 Ospedale San Camillo, C.C. Giovanni XXII, C.C. Pak Villa Napoleon, Arep Onlus, I.R. Pio XII, Ass.Nostra Famiglia, Irccs la Nostra Famiglia, A.H.Casa Dei Gelsi ULSS 3 Ospedale Villa Salus, CC Policlinico San Marco, IRCCS San Camillo, O.CL San Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli, Fondazione Banca degli occhi, Sileno ULSS 4 CC Anna Rizzola ULSS 5 CC Madonna della Salute, CC SM Maddalena, CC Città di Rovigo, Casa Sacra Famiglia ULSS 6 CC Abano Terme, CC Trieste, CC Villa Maria, CC Parco dei Tigli, Ass. Nostra Famiglia, Centro di Foniatria, Opera della Provvidenza S.Antonio ULSS 8 CC Eritania, CC Villa Berica, Villa S.Margherita, Casa di Riposo S.Pio X Fatebenefratelli, La Nostra Famiglia ULSS 9 Ospedale Sacro Cuore di Negrar, Ospedale Pederzoli, Villa Garda, Villa Santa Giuliana, Villa Santa Chiara, Centro Don Calabria, CC San Francesco, Centro Riabilitativo veronese.
Nel Veneto, i lavoratori della Sanità Privata sono circa 10.000 e la loro situazione è divenuta insostenibile, ancor di più dopo il rinnovo del contratto nazionale della Sanità Pubblica avvenuto a Maggio del 2018, con la conseguenza che sono aumentate le differenze salariali (che sono mediamente di 200 euro al mese in meno per il settore privato).

Il “mercato della salute privata” è garantito in buona parte da risorse pubbliche attraverso l’accreditamento regionale. Queste strutture private, benché abbiano continuato a macinare utili, da ormai parecchi anni negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti.
Per questo abbiamo chiesto un incontro al Presidente della Regione Veneto, per un intervento a fronte di questa ingiustizia, chiedendo di riaffermare il principio che i soggetti, che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono operare nel rispetto dei diritti del lavoro oltre che delle norme che regolano il rapporto tra soggetti pubblici e privati.
Continuare a non rinnovare il contratto, equivale a cancellare l’idea stessa del contratto e non adeguare il potere d’acquisto ai lavoratori e lavoratrici che nonostante tutto continuano ad erogare servizi di qualità e con professionalità, senza nessun incremento retributivo.

Nel mentre le associazioni datoriali AIOP e ARIS dicono ZERO EURO, negano il giusto riconoscimento economico ai loro collaboratori.
Il malumore e la tensione nelle varie strutture sono sempre più elevate e gli stipendi sono così bassi da fare aumentare le difficoltà di arrivare a fine mese, con il forte rischio che i lavoratori cerchino la mobilità verso altre strutture.
Ecco perché chiediamo con forza il rinnovo del contratto, per aumentare gli stipendi, raggiungere relazioni sindacali più forti, migliorare le condizioni e valorizzare il lavoro, sono questi i nostri obiettivi, questi i riconoscimenti che le lavoratrici e lavoratori della Sanità Privata meritano dopo tanti, troppi anni di blocco contrattuale. Non sono eroi solo quando fa comodo !
AIOP e ARIS NON HANNO PIU’ SCUSE, basta giocare sulla pelle delle lavoratrici e lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese, mentre per loro aumentano i profitti.

FP CGIL - CISL FP - UIL FPL 

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