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Premiate la determinazione e la coerenza della CGIL

Venezia, 28 maggio 2020 - Sottoscritto accordo Regione Veneto e Sindacati della Dirigenza Sanitaria. Esprimono soddisfazione Sonia Todesco FP CGIL Veneto e Giovanni Campolieti FP CGIL Medici per un accordo che conferma il medesimo impianto operato con l’accordo per il comparto. Riparto dei 20.690.072 di euro complessivi alle aziende sanitarie con l’utilizzo di un criterio misto tra numero dipendenti (80%) e percentuale ricoveri Covid19 (20%) per riconoscere maggiori importi alle aziende più coinvolte dall’emergenza.

Riconoscimento di progettualità fino ad euro 2.000 per dirigenti sanitari direttamente coinvolti nell’assistenza di pazienti Covid, fino a 1.100 euro le progettualità di seconda fascia che hanno coinvolto medici e sanitari in attività connesse all’emergenza Covid19 e infine un’ulteriore terza fascia che sarà individuata a livello aziendale.
Dei 20.690.072 euro complessivi, 9.190.072 euro saranno destinati ai progetti e all’eventuale aumento delle indennità di pronta disponibilità e servizio notturno e festivo oltre allo straordinario reso, mentre 11.500.000 di euro verranno utilizzati per remunerare sia prestazioni aggiuntive effettuate nel periodo emergenziale sia prestazioni effettuate oltre tale periodo.
Tempistica ben definita per la corresponsione delle progettualità fissata entro il mese di settembre.

Importante infine l’impegno della Regione Veneto ad attivare tavoli specifici sulla riorganizzazione della rete di assistenza territoriale ed ospedaliera e sulla definizione di standard per il calcolo del fabbisogno di personale medico, sanitario e veterinario, nonché l'importante obiettivo assunto dalla Regione di presentare una proposta di legge con la quale si riconosca finalmente il rischio infettivo anche per la Dirigenza Sanitaria.
Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti fin dall’inizio, tutto ciò è stato possibile grazie agli emendamenti che regioni e organizzazioni confederali hanno presentato al Governo.

Il nostro impegno, dopo l’accordo regionale, si sposta sul livello aziendale: per rendere esigibile l’accordo, per remunerare nei tempi certi il personale che si è impegnato in questa dura emergenza e per continuare la nostra battaglia per strutturare organici e livelli retributivi dignitosi per le migliaia di lavoratori che hanno garantito la tenuta del nostro sistema sanitario e che meritano di essere riconosciuti non solo in tempo di covid.

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