Bernini, Fp Cgil: Ora costruire le condizioni per l’eliminazione del ticket su farmaci e prestazioni, vera “doppia tassa”

Venezia – 2 settembre 2020 - È assolutamente positivo il fatto che dal 1° settembre sia stato eliminato il superticket introdotto nel 2011, per quanto la nostra regione, con Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria, l’abbia rimodulato diversamente da altre eliminandolo al di sotto dei 29.000 euro di reddito.

“È un fatto importante e non scontato - dichiara Ivan Bernini, Segretario generale Fp Cgil Veneto – ma ora sarebbe opportuno cominciare concretamente a costruire le condizioni per eliminare definitivamente anche il ticket sanitario applicato su farmaci e prestazioni alla luce di talune valutazioni che dopo quasi trent’anni dalla loro introduzione si è in condizione di fare”.

“Partiamo da due elementi concreti – spiega Bernini - Il primo: quando sono stati introdotti si enunciava, malamente giustificandoli, che i ticket rappresentavano strumento di dissuasione al “consumismo sanitario”. Non è propriamente andata così in nessuna delle situazioni individuate, a partire, se siamo onesti, dalle prestazioni non urgenti dei pronto soccorso.
Il secondo: il ticket giustamente è stato definito una “tassa sulla malattia”. Un costo che, se guardiamo alla platea degli esentati e le diverse modalità attraverso le quali le regioni la applicano (in base alle fasce reddituali o quota unica indipendentemente dal reddito come nel Veneto), ricade su chi lavora o su anziani con più di 65 anni ed un reddito familiare superiore ai 36.000 euro. Soggetti che si trovano quindi a pagare due volte: con le proprie tasse e quando hanno un bisogno di natura sanitaria. “Hai meno di 65 anni, lavori e hai un reddito di 25.000 euro? paghi il ticket. Hai 66 anni e hai un reddito da pensione fino a 36.000 euro? Non paghi”. Non propriamente un meccanismo coerente con l’universalismo e l’equità. Con la tariffa unica slegata dal reddito, poi, è un “capolavoro di equità”: ad esempio se hai meno di 65 anni con un reddito di 25.000 euro ed esegui una prestazione ti trovi a pagare lo stesso ticket di chi ha un reddito di 100.000 euro”.

“Riteniamo quindi che su questo tema sarebbero maturi i tempi per decidere di eliminare definitivamente il ticket – propone Bernini - riconoscendo il fatto che rappresenta una “doppia tassa” a carico di una platea limitata di persone che già pagano le tasse per sostenere il SSN.
Nella discussione in atto tra stato e regioni c’è l’ipotesi di “rimodulare” il ticket secondo progressività in ragione delle fasce di reddito Isee. Una situazione che certamente elimina parte delle distorsioni viste in precedenza ma che comunque non si coniuga con il principio universalistico del nostro sistema; su questa ipotesi decliniamo il classico “piuttosto che niente” seppure rimanga l’impressione che soluzioni di questa natura rischiano di diventare “stabili” per altri trent’anni”.

Ai tanti candidati che si apprestano a vivere la tornata elettorale regionale 2020 - conclude Bernini - considerando anche il peso che il Veneto riveste in seno alla conferenza stato-regioni, chiediamo, senza imporre il nostro punto di vista, di considerare questo tema in maniera molto concreta a partire da una oggettiva valutazione dell’esperienza di questi anni”.

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