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Venezia, 30 gennaio 2023 - Ci piacerebbe scrivere qualcosa di diverso rispetto agli altri anni (giudiziari), raccontarci che l’unico problema della giustizia veneziana sia quello dell’inadeguatezza degli spazi per il troppo personale in servizio e che il personale di magistratura ha una scopertura maggiore di quello del personale amministrativo.

Un’ipotesi possibile se solo i precedenti Ministri della Giustizia fossero stati lungimiranti perché, di fatto, risulta che sia stato sempre denunciato, sia da noi quanto dai Capi degli Uffici, che la situazione della giustizia lagunare fosse insostenibile per la evidente difficoltà di assumere personale amministrativo a causa della collocazione degli uffici giudiziari nella città di Venezia, dei costi a carico dei lavoratori ma anche della mobilità complicata.

Scopriamo quindi che la politica non solo non dialoga con le organizzazioni sindacali su un tema così importante, ma neanche con l’Amministrazione che non ha ricevuto risposte dall’allora Ministra della Giustizia On.le Cartabia, il cui stupore, nel vedere i fascicoli “correre” sull’acqua, crediamo ci avesse fatto tutti ben sperare.

Adesso tutti confidano nelle parole del Ministro Nordio, ex magistrato della Procura di Venezia, che si dice particolarmente sensibile a queste dinamiche e ponendosi quale primo obiettivo quello di risolvere sia normativamente, quanto in modo operativo e pratico, queste difficoltà. Speriamo non sia un déjà vu!

Utilizzare tutti gli strumenti normativi e finanziari sì ma, soprattutto, dialogare con chi vive le complessità del territorio e chi chiede di riconoscere l’indennità di sede disagiata e punteggi aggiuntivi per la mobilità del personale, soluzione che sembra essere efficace nelle amministrazioni in cui è stata adottata.

Noi, dinanzi alle decennali promesse sulla presa in carico della “questione Venezia”, che deve guidare l’azione di chi veramente ha a cuore il futuro di Venezia e dei servizi che devono essere erogati all’utenza, continuiamo a chiedere che si inizi a parlare di carico esigibile anche per il personale amministrativo (non solo dei magistrati), da determinarsi al netto delle scoperture di ciascun ufficio giudiziario.

Riceviamo costantemente lettere di aiuto da tutti gli uffici, in ultimo dai lavoratori del Tribunale per i Minorenni di Venezia che ci ribadiscono come, a causa della carenza di personale, il contesto lavorativo sia divenuto invivibile ed il peso delle attività richieste intollerabile.

Di fronte ad un carico di lavoro insostenibile, dunque non si può pensare di addossare alcuna responsabilità ai lavoratori per le eventuali inadempienze, perché in un contesto disastroso come quello della giustizia Veneta, la scelta è, inevitabilmente, a cosa dare la precedenza tra tutte le urgenze e, nel mondo della giustizia, non esiste un fascicolo meno urgente dell’altro!

In ultimo, va fatta un’altra riflessione, il Ministero della Giustizia tra pochi mesi si troverà a fare i conti con una nuova emorragia di personale amministrativo che, a seguito di vincita di concorso, transiterà in altre Amministrazioni che, indiscutibilmente, sono più appetibili perché, oltre alle migliori prospettive di carriera, si tratta di uffici paperless che non hanno bisogno di spostare i fascicoli sull’acqua.

La gratificazione del personale, dunque, è un altro punto da affrontare nel “Ministero della Carta”, perché a Venezia non ci possiamo permettere di vivere solo di amore per la giustizia quando questo sentimento resta, all’infinito, unidirezionale.