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Mestre-Venezia, 14 novembre 2025 - Quanto sta accadendo in queste settimane nella sanità pubblica è inaccettabile e conferma come le misure adottate dal Governo siano più narrative che concrete. Di fronte alla grave carenza di personale medico specialista e al crescente ricorso ai gettonisti, l’Esecutivo aveva annunciato lo stop, da luglio, alle assunzioni tramite cooperative e agenzie. Nei fatti, però, le Aziende sanitarie del Veneto continuano a rivolgersi a soggetti esterni, superando la spesa programmata pur di evitare l’interruzione dei servizi. In particolare, per quanto riguarda medici di PS, anestesisti, ginecologi, geriatri. Un vero e proprio bluff.

A questo si aggiunge il caos generato dalla legge di bilancio 2025: per incentivare gli infermieri a fare straordinari è stata introdotta una tassazione agevolata al 5%. Una misura che già allora avevamo definito contraddittoria, perché non tiene conto della carenza di tutto il personale sanitario e sociosanitario, anch’esso gravato da turni aggiuntivi che non rientrava nella norma.

Ora arriva l’ennesima beffa: l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la tassazione agevolata non si applica agli straordinari svolti in reperibilità. Risultato? Le Aziende stanno comunicando agli infermieri che dovranno restituire la differenza tra l’aliquota ordinaria e il 5% già applicato. Parliamo di cifre anche molto rilevanti, che ricadono sulle spalle di lavoratrici e lavoratori già allo stremo.

Accanto a questi provvedimenti inefficaci, va ricordato che oltre due anni fa la FP CGIL Veneto ha raccolto più di 20.000 firme per denunciare la carenza di personale e chiedere alla Regione di farsi portavoce presso il Governo di alcune richieste fondamentali:

  • un piano straordinario di assunzioni oltre il turn over;
  • la rimozione dei vincoli di spesa su assunzioni e retribuzione accessoria;
  • la scelta politica di abbandonare logiche di austerità nella sanità pubblica.

Nulla di tutto questo è stato avviato. Nonostante i proclami del Ministro, la situazione resta immobile mentre ai lavoratori si chiedono perfino restituzioni economiche.

Come FP CGIL stiamo presentando emendamenti in Parlamento, ma ribadiamo che anche la Regione Veneto – protagonista storica del sistema sanitario nazionale – deve assumersi la responsabilità di esercitare una forte pressione politica, al di là delle dinamiche elettorali e delle attuali alleanze. Difendere la sanità pubblica e rispettare chi ogni giorno garantisce i servizi essenziali deve tornare una priorità assoluta. O si interviene subito, o si rischia di compromettere definitivamente un patrimonio costruito in decenni di lavoro e di professionalità.

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