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Venezia, 10 dicembre 2025 - A un anno dall’approvazione della Delibera di Giunta Regionale 960 del 13 agosto 2024, il cui obiettivo era contrastare la carenza di personale nel sistema salute, la FP CGIL Veneto rileva che la situazione operativa non ha registrato il miglioramento auspicato. Le criticità sollevate permangono, e il sistema sanitario regionale continua a dipendere in modo critico dall’impegno di una forza lavoro sempre più esigua e matura. «La sanità pubblica veneta è retta da professionisti sempre più pochi, più anziani e più stanchi», afferma Ivan Bernini, segretario generale della FP CGIL Veneto. «È una condizione che richiede interventi strutturali urgenti per preservare la qualità dei servizi erogati e la sicurezza delle cure».

La DGR 960 aveva già delineato un quadro preoccupante: il 47% del personale sanitario ha oltre cinquant’anni, con picchi del 57% tra gli OSS e del 59% tra gli amministrativi. Tali percentuali indicano una grave vulnerabilità del sistema a medio-lungo termine. Un segnale tangibile di questa pressione è riscontrabile nelle statistiche: nel 2023, ben il 67% delle dimissioni degli infermieri è avvenuto in modo inatteso. Parallelamente, la Regione registra un significativo incremento, pari al 79%, della mobilità in uscita degli infermieri verso altre realtà. Questi dati evidenziano la necessità di adottare misure concrete per ristabilire l'attrattività delle professioni sanitarie.

Nonostante le indicazioni e le proposte operative contenute nella Delibera, che aveva assunto un valore di riferimento anche in ambito nazionale, si riscontra che le politiche messe in atto non hanno ancora prodotto un’inversione di tendenza. Mentre si auspica la semplificazione dei profili, se ne introducono di nuovi; si riconosce la necessità di migliorare le retribuzioni, ma l’ultimo Contratto Collettivo Nazionale ha recuperato solo parzialmente il potere d’acquisto. Analogamente, le politiche per la conciliazione e contro il “burnout” restano insufficienti, con i turni ancora sostenuti da lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive.

La FP CGIL Veneto ritiene prioritario e indifferibile agire con determinazione. È necessario un piano straordinario di “assunzioni sbloccate”, superando in via definitiva il vincolo del tetto di spesa. Si richiedono fabbisogni di personale realistici e un piano di valorizzazione economica delle professioni sanitarie, non fornito dall’ultimo rinnovo contrattuale. È inoltre essenziale procedere a una riorganizzazione che alleggerisca i carichi di lavoro, eliminando le attività improprie e consentendo al personale di focalizzarsi sulle mansioni di cura e assistenza.

La Regione ha la responsabilità di garantire una sanità pubblica forte. Non si può prescindere dal mettere al centro infermieri, medici, OSS, tecnici e amministrativi. Difendere il personale significa tutelare il diritto alla salute dei cittadini veneti. Auspichiamo che, in vista dei prossimi sviluppi politici, il Presidente della Giunta Regionale assuma un ruolo propulsivo nel confronto nazionale per assicurare che gli investimenti sul sistema salute vengano considerati una priorità strategica, al di sopra di ogni valutazione finanziaria. La priorità, per un Paese ed una Regione che mostra i segni dell’inverno demografico e i lunghi effetti della sindemia non può essere che un grande piano strategico per la salute, conclude Bernini.

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