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Ennesimo episodio di aggressione ad operatori sanitari a Chioggia

Dichiarazione di Ivan Bernini, Segretario Generale FP Cgil Venezia

Chioggia - 9 giugno 2026 - Assistiamo all’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei lavoratori della sanità. Episodi che, purtroppo, non sono più eccezioni, ma si ripetono con preoccupante frequenza, coinvolgendo – loro malgrado – persone impegnate nell’esercizio di una funzione pubblica al servizio dei cittadini, afferma Ivan Bernini segretario generale della FP CGIL di Venezia dopo l’ennesimo episodio a Chioggia.

Queste aggressioni non avvengono soltanto negli ospedali, ma anche nei trasporti e in tutti quei luoghi dove esiste una relazione diretta tra lavoratori e cittadini. Nonostante gli appelli e nonostante l’inasprimento delle norme – che prevedono l’arresto immediato e sanzioni pecuniarie per chi si rende protagonista di atti violenti – il fenomeno non sembra diminuire.

I luoghi pubblici e i posti di lavoro stanno assumendo le caratteristiche di una sorta di “porto franco”, dove le regole della convivenza civile sembrano sospese. È il segnale evidente di un clima crescente di rabbia e disagio sociale, che si traduce in comportamenti aggressivi verso chi si ha davanti, che sia un lavoratore o un semplice cittadino.

È quindi necessario interrogarsi profondamente sulle ragioni per cui sempre più persone si sentono legittimate a esercitare violenza nei confronti dei propri simili. Allo stesso tempo, è urgente comprendere quanto il disagio comportamentale stia aumentando, raggiungendo livelli ormai drammatici.

Per quanto sia fondamentale continuare a produrre norme e delibere in materia di sicurezza, non basta. È responsabilità collettiva – istituzioni, lavoratori e cittadini – ricostruire relazioni sociali basate sul rispetto e sulla fiducia.

Quella delle aggressioni nei luoghi di lavoro non è più solo una questione di ordine pubblico: è a tutti gli effetti un problema di sicurezza sul lavoro, che va affrontato con la stessa determinazione riservata agli altri rischi professionali, conclude Bernini