testata
testata

Organici falcidiati, uffici svuotati e 1.500 precari PNRR a rischio uscita. La misura è colma: lavoratrici e lavoratori della Giustizia in mobilitazione.

Venezia, 8 giugno 2026 - Gli Uffici Giudiziari del Veneto sono ormai vicini al punto di rottura. Carenze di personale che in molti casi superano il 40%, uffici costretti a lavorare in condizioni di emergenza permanente e il rischio concreto che dal prossimo 30 giugno vengano espulsi dal sistema circa 1.500 lavoratrici e lavoratori precari del PNRR Giustizia.

Di fronte all'ennesimo silenzio del Ministero della Giustizia, la FP CGIL ha deciso di alzare il livello della mobilitazione con una assemblea regionale del personale degli Uffici Giudiziari presso il Tribunale di Venezia ed un presidio  all'esterno della Cittadella della Giustizia di Piazzale Roma.

Una mobilitazione che vuole denunciare una situazione non più sostenibile.

Nel Distretto della Corte d'Appello di Venezia la scopertura media degli organici delle Procure supera il 34%, e nei Tribunali una media del 40% ma in molti uffici la situazione è addirittura drammatica. I Tribunali di Venezia, Vicenza e Belluno registrano carenze vicine al 50% del personale amministrativo previsto. La Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia opera con una scopertura del 50% e la Procura Generale di Venezia invece del 52% con un numero di funzionari ridotto all'osso. Gli Uffici del Giudice di Pace di Venezia e Belluno presentano scoperture rispettivamente superiori al 66% e all'80%.

Assunzioni che tardano ad arrivare e spesso distribuite in modo non omogeneo sui territori.

Dietro questi numeri ci sono sportelli che chiudono, servizi rallentati, procedimenti che si accumulano, cittadini e professionisti costretti ad attendere tempi sempre più lunghi e lavoratrici e lavoratori sottoposti a carichi di lavoro insostenibili.

A rendere ancora più grave il quadro è l'incertezza che grava sul personale assunto con i fondi del PNRR. Proprio mentre il Ministero continua a vantarsi dei risultati raggiunti nella riduzione dell'arretrato, si prepara a lasciare a casa migliaia di persone che quei risultati hanno contribuito concretamente a realizzare.

Una scelta incomprensibile e irresponsabile.

Il Governo non può continuare a parlare di efficienza della Giustizia mentre lascia gli uffici senza personale. Non può chiedere risultati straordinari a chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei tribunali in condizioni straordinarie.

La FP CGIL Veneto chiede:

  • la stabilizzazione immediata di tutto il personale precario PNRR della Giustizia;

  • un piano straordinario di assunzioni per coprire le gravissime scoperture di organico;

  • lo scorrimento di tutte le graduatorie disponibili;

  • investimenti strutturali sul personale amministrativo degli Uffici Giudiziari;

  • l'apertura immediata di un confronto nazionale con le organizzazioni sindacali.

La mobilitazione di oggi rappresenta solo il primo passo di una mobilitazione che proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete.

La Giustizia veneta non può più aspettare.