Martellago, 29 aprile 2025 - «Come Fp Cgil abbiamo proclamato lo stato di agitazione nel CDD di Olmo Martellago – dichiara Chiara Cavatorti, Fp Cgil Venezia – lavoratrici e lavoratori chiedono condizioni di lavoro più dignitose con il riconoscimento del giusto livello di inquadramento, degli istituti contrattuali non applicati dalla cooperativa come i tempi di vestizione e con la richiesta dei buoni pasto quale forma di sostegno ormai diffusa in tutti i settori lavorativi».
Da quanto apprendiamo dalla stampa sembrerebbe che la cooperativa abbia ritenuto di rassicurare le famiglie con l’impegno a garantire la continuità del servizio attraverso l'utilizzo di personale di altri appalti nel caso non riesca a coprire gli orari a causa del blocco degli straordinari dovuto allo stato di agitazione.
«Spiace constatare che le famiglie si trovino a vivere l’incertezza sulla continuità del servizio, la nostra protesta non vuole arrecare disagio a utenti e famiglie. Al contrario, la portiamo avanti anche per loro, perché un servizio di qualità passa necessariamente da condizioni di lavoro dignitose. Chiediamo che anche l’ULSS intervenga attraverso un maggior controllo sulla gestione del servizio e sulle condizione lavorative e contrattuali» prosegue la sindacalista.
«Tuttavia – attacca Cavatorti - è chiaro a tutti che le responsabilità ricadono su Codess: gli 8 operatori e operatrici del centro diurno sono tutti part time, involontari. Condizione che provoca precarietà sopratutto economica.
La cooperativa invece è assente da mesi e si rifiuta di rispondere alle legittime rivendicazioni del personale».
Invece di rassicurare le famiglie con proposte illegittime come la sostituzione del personale in stato di agitazione, farebbe bene ad aprire un confronto con chi ogni giorno garantisce il servizio con professionalità e impegno.
«La mobilitazione continua e se la cooperativa dovesse proseguire su questa linea, non esiteremo anche a denunciarla per comportamento antisindacale» – conclude Cavatorti.

