CGIL e UIL FPL: “Prima azione dopo l’esclusione dal tavolo ULSS 3 il presidio di protesta oggi. Da domani in Regione. Una scelta politica grave e irresponsabile.”
Venezia, 6 novembre 2025 - All’indomani dell’esclusione di FP CGIL e UIL FPL dal tavolo negoziale dell’ULSS 3 Serenissima, richiesta da quella che fino a ieri era una sigla confederale – la CISL – in un’inedita alleanza con i sindacati autonomi, le due organizzazioni hanno dato vita questa mattina a un presidio di protesta di fronte alla sede della Direzione in via Don Tosatto.
“Pur organizzato in tempi rapidissimi, il presidio è stato partecipato, colorato e determinato – affermano Ivan Bernini (FP CGIL) e Francesco Menegazzi (UIL FPL) –. In tanti lavoratori hanno voluto esprimere il proprio dissenso verso il contratto sanità firmato e contro la decisione di escludersi dai tavoli giudicata vergognosa e controproducente da parte dell’Azienda ULSS. Numerosi anche i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando in queste ore, persino da lavoratori iscritti alle sigle che ci hanno escluso, e che si dissociano apertamente da questa scelta.”
Una scelta che, denunciano le due sigle, rompe un’unità d’azione costruita negli anni tra le organizzazioni sindacali e indebolisce la tutela complessiva dei lavoratori.
“Molti – aggiungono Bernini e Menegazzi – ci segnalano di non essere mai stati coinvolti in assemblee che spiegassero nel merito cosa i firmatari andassero a sottoscrivere nel nuovo contratto.”
La mobilitazione, assicurano FP CGIL e UIL FPL, non si fermerà qui.
“Sappiano l’Azienda ULSS 3 e la Regione Veneto che questo è solo l’inizio. Dopo le iniziative territoriali, ci rivolgeremo direttamente alla Regione e all’Assessore Manuela Lanzarin. Le sue dichiarazioni di soddisfazione per la firma unitaria del verbale di confronto sulle risorse per sanitari e medici sono note a tutti, ma oggi apprendiamo che l’indicazione di escluderci sarebbe arrivata proprio dalla Regione: un fatto grave e incomprensibile.”
“L’Assessore sa bene – proseguono – che quell’accordo non ha nulla a che vedere con il contratto aziendale e che non c’era alcuna ragione per estromettere FP CGIL e UIL FPL, che hanno contribuito in modo decisivo al risultato e firmato il verbale. Se dunque è arrivata un’indicazione di esclusione, è evidente che si tratta di una scelta politica deliberata. Avevamo segnalato il rischio, e nessuno è intervenuto per fermare un’iniziativa arrogante e sbagliata. Un errore tanto più grave nel pieno di una campagna elettorale.”
“Con questa decisione – concludono Bernini e Menegazzi – Azienda e Regione lasciano a chi verrà dopo il 24 novembre una situazione di vera ‘balcanizzazione’ delle relazioni sindacali, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Non ci pare una scelta di grande responsabilità.”

