Servono investimenti strutturali in prevenzione, salute mentale e servizi territoriali
Mirano, 25 novembre 2025 - Gli episodi di violenza nelle strutture pubbliche continuano a ripetersi con una frequenza allarmante. Non si tratta più di casi isolati, ma di una quotidianità che grava profondamente sui lavoratori e sui servizi. Gli eventi accaduti ieri al SUEM di Mirano, dove un infermiere è stato picchiato durante un intervento di soccorso, e quanto avvenuto solo pochi giorni fa all’ospedale di Dolo, dove un paziente ha distrutto quasi quattro ambulatori, confermano una situazione ormai insostenibile.
A fronte di questi fatti, sottolinea Mariateresa Grimaldi della FP CGIL Venezia, «non possiamo più limitarci allo stupore o all’indignazione: la violenza nei servizi alla persona non è più un’eccezione, è ciò che gli operatori affrontano quotidianamente».
Negli ultimi anni sono state introdotte sanzioni più severe, siglati protocolli tra istituzioni, attivati percorsi formativi per la gestione del conflitto e garantito supporto psicologico alle vittime. «Misure necessarie - afferma Grimaldi - ma quando vieni aggredito, picchiato o assisti alla devastazione dei luoghi in cui lavori, il dolore – fisico e psicologico – resta, insieme alla paura di continuare a svolgere la propria professione».
Grimaldi evidenzia inoltre come «molti di questi episodi siano compiuti da persone che vivono condizioni di forte disagio sociale, disturbi comportamentali o dipendenze, talvolta già note ai servizi competenti».
Proprio per questo «le Istituzioni devono tornare a investire seriamente nella prevenzione, nella salute mentale e nei servizi territoriali - prosegue Grimaldi - Ma purtroppo assistiamo a un progressivo disinvestimento».
«Servono interventi strutturali e continui - conclude Grimaldi - altrimenti continueremo a intervenire solo dopo l’ennesimo episodio grave, come quello di Mirano o la devastazione degli ambulatori a Dolo. Questo non è più accettabile».


