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Venezia, 30 gennaio 2026 – Oggi, con le lavoratrici e i lavoratori degli Uffici Giudiziari di Venezia, abbiamo svolto un’assemblea che si è conclusa con un presidio davanti alla Cittadella della Giustizia: un momento di mobilitazione importante non solo per chiedere la stabilizzazione di tutti i precari ancora in servizio, ma anche per rivendicare con orgoglio il risultato già raggiunto, frutto della nostra battaglia, che ha portato a oltre 9.000 stabilizzazioni.

Ma non ci fermiamo: la macchina della Giustizia funziona solo se ci sono professionisti tutelati, in numero sufficiente e con un lavoro stabile. Senza lavoratori, non c’è servizio ai cittadini.

«Apprezziamo il risultato raggiunto, perché rappresenta un passo avanti importante, frutto della nostra battaglia – afferma Franca Vanto, Segretaria FP CGIL Veneto – ma non possiamo fermarci: ad oggi servono certezze e garanzie definitive, perché nessuno deve rimanere escluso».

Il personale precario del Ministero della Giustizia rappresenta ormai una risorsa strutturale: si tratta di oltre 11.000 lavoratrici e lavoratori, tra Funzionari, Tecnici e Operatori Data Entry, che ogni giorno garantiscono il funzionamento di un servizio essenziale come la giustizia, pur operando ancora in condizioni di precarietà e incertezza.

«È un paradosso – aggiunge la sindacalista – chi tutela i diritti dei cittadini non vede ancora pienamente riconosciuto il proprio diritto a un lavoro stabile».

Particolarmente determinante è stato l’apporto dell’Ufficio per il Processo, che ha contribuito allo smaltimento dell’arretrato e al miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema giudiziario.

Tuttavia, la situazione resta critica anche sul piano degli organici: al 31 dicembre 2025 la carenza complessiva nel Ministero della Giustizia era pari a 14.441 unità, con circa 3.000 cessazioni nel solo 2025 tra pensionamenti e dimissioni.

«Senza un piano straordinario di assunzioni e senza stabilizzazioni complete – sottolinea Vanto – il sistema giustizia rischia di non reggere. Stabilizzare i precari non è solo una scelta, ma una necessità per garantire la sopravvivenza stessa del servizio».

La FP CGIL ribadisce inoltre che una giustizia davvero efficiente si costruisce attraverso investimenti reali: più personale in tutti i dipartimenti, sedi adeguate e sicure, innovazione tecnologica e valorizzazione di tutte le professionalità che ogni giorno mandano avanti la macchina giudiziaria.

«Un’altra idea di giustizia è possibile e necessaria – prosegue Vanto – una giustizia che funzioni perché mette al centro il lavoro pubblico, la stabilità occupazionale e il rispetto delle persone che garantiscono questo servizio fondamentale».

Per questo la FP CGIL chiede che nella Legge di conversione del Milleproroghe siano inseriti tutti gli interventi necessari a stabilizzare tutti i precari oggi in servizio.