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Mestre, 12 marzo 2026 - Il Veneto registra un dato allarmante: 3.153 aggressioni al personale sanitario nel 2025, il numero più alto a livello nazionale. Un fenomeno ormai strutturale, che richiede interventi urgenti per tutelare chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali alla cittadinanza.

La FP CGIL Veneto esprime forte preoccupazione: l’incidenza delle aggressioni raggiunge 67,7 casi ogni mille lavoratori, con particolare coinvolgimento del personale dei Pronto soccorso, dei servizi territoriali e dei reparti ad alta intensità assistenziale. Si tratta del risultato di condizioni di lavoro sempre più critiche: organici insufficienti, carichi di lavoro crescenti, tensioni nelle aree di emergenza e scarsi strumenti di prevenzione delle situazioni conflittuali.

“Serve un vero cambio di passo” – dichiara Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL Veneto –. La sicurezza non può essere affidata alla buona volontà: va costruita, organizzata e garantita.” Come FP CGIL Veneto riteniamo prioritario l’apertura immediata di un tavolo regionale per definire protocolli di sicurezza chiari e uniformi. Riteniamo, per esempio, che serva ragionare e costruire un protocollo che possa prevedere:
• Potenziamento degli organici per ridurre sovraccarichi e situazioni di rischio;
• Figure di accoglienza e orientamento nei servizi più esposti, per accompagnare l’utenza e ridurre la tensione;
• Presidi di sicurezza nelle aree critiche, con tecnologie di supporto e locali “anti‑aggressione” dove il personale possa ripararsi in attesa dei soccorsi;
• Potenziamento della formazione obbligatoria sulla gestione delle crisi e del rischio aggressione;
• Supporto psicologico per chi subisce episodi violenti;
• Costituzione obbligatoria di parte civile da parte delle aziende per tutelare i dipendenti vittime di aggressione.

La sicurezza sul lavoro è un diritto e non può essere considerata un elemento accessorio. La Regione, insieme alle istituzioni e alle rappresentanze sindacali, deve assumere un impegno concreto e immediato. Gli episodi di violenza non sono inevitabili: sono il sintomo di un sistema che va rafforzato e ripensato. Garantire condizioni di lavoro sicure significa tutelare non solo lavoratrici e lavoratori, ma anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Come FP CGIL Veneto, conclude Bernini, abbiamo già avviato sia sperimentazioni con psicologi che assistenza legale alle vittime di violenza, ma non può essere il sindacato a surrogare ad una attività che deve essere a carico e responsabilità delle Aziende, conclude Bernini.

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