testata
testata

Una giornata di lotta per rivendicare assunzioni e stabilizzazione dei lavoratori precari.

Venezia, Il 16 settembre in tutto il Paese abbiamo proclamato sciopero dei lavoratori del comparto della Giustizia e, per quanto riguarda il Veneto, svolgeremo un presidio regionale davanti al Tribunale di Piazzale Roma a Venezia dalle ore 10 alle ore 12. Al termine una delegazione ha chiesto di essere incontrata ed udita in Prefettura per riportare le note ragioni della mobilitazione e la richiesta di una presa in carico di un problema che riguarda il lavoro per migliaia di persone – giovani in particolare - e della funzionalità di un settore da troppo tempo carente di risorse per la funzionalità della Giustizia nel nostro Paese.

Nel Veneto – affermano Ivan Bernini segretario generale della FP CGIL Veneto e Franca Vanto componente di segreteria – la stima per difetto è di oltre 260 lavoratori precari in teoria assunti per il PNRR ma che nei fatti hanno garantito le funzioni tecniche ed amministrative a supporto della magistratura per sopperire ad una carenza di personale che nel settore è cronico e rischia il collasso. Il contributo anche di questi lavoratori, oltre ai dipendenti di ruolo che da anni manifestano condizioni di lavoro non più sostenibili, è stato fondamentale per ridurre l’arretrato e per promuovere quell’innovazione digitale che era uno degli obiettivi indicati tra le missioni del PNRR.

È paradossale, continuano i sindacalisti della FP CGIL, che ciclicamente si aprano campagne mediatiche che denunciano la lentezza della Giustizia nel nostro Paese e puntualmente i Ministri di turno, non ultimo il nostro corregionale Nordio, si impegnino ad affermare che procederanno con reclutamenti straordinari e modernizzazione del settore, salvo poi, come sta accadendo, non stabilizzando migliaia di persone che hanno investito su questo lavoro e che concretamente sono necessari al buon funzionamento della giustizia. Un settore nel quale servirebbero più magistrati e personale tecnico ed amministrativo.

Il Ministro aveva affermato oltre un anno addietro che ci sarebbe stato l’impegno dell’esecutivo a trovare una soluzione che lui stesso riteneva urgente e necessaria ma nulla è stato fatto e, visti i primi documenti preliminari alla prossima legge di stabilità, parrebbero esserci interventi per la stabilizzazione di meno della metà dei lavoratori.

È una situazione vergognosa, concludono i sindacalisti, che abbiamo riassunto nello slogan “Lo Stato licenzia la giustizia”. Una situazione che aggrava le criticità del settore già manifeste, che non da risposte ai lavoratori di ruolo che anni denunciano l’impossibilità di garantire la funzionalità dei servizi e che tratta i precari come merce da prendere quando si tratta di “portare a casa soldi dall’Europa” e poi li scarica. Auspichiamo che il giorno 16 accanto a questi lavoratori vi siano anche i cittadini perché questo è un tema che riguarda anche la loro possibilità di “avere giustizia in tempi certi” quando ne hanno bisogno.