testata
testata

Venezia, 18 aprile 2026 - “Dipendenti messi al centro dell’azione Comunale? Revisionismo senza vergogna.” attacca la FP CGIL in risposta alle dichiarazioni dell’assessore al Personale del Comune di Venezia Paolino D’Anna.
“Non scordiamo il becchime di Brugnaro, l’impostazione padronale che ha piegato relazioni e modi di lavorare, la schedatura del personale non in linea, la valutazioni decise a priori, le esternalizzazioni e la chiusura delle scuole comunali e tanto tanto altro.” continua Paolo D’Agostino Segretario della FP CGIL di Venezia.
Ancor più in particolare ci sono tre dati che smentiscono le menzogne dell’assessore:

1. Negli anni della giunta Brugnaro i dipendenti del Comune sono calati di 1000 unità mentre si sono rafforzate le posizioni economiche dei Dirigenti, soprattutto quelli nominati direttamente dalla politica.

2. Il salario accessorio del Comune non basta: poca produttività, progressioni economiche bloccate dall’amministrazione e quelle di carriera con regole fatte per far vincere candidati a prescindere dal merito: tutte cose che rileviamo ogni giorno nei corridoi dell’ente e trasversalmente fra i servizi, parlando con chi in Comune ci lavora davvero.

I dati del conto annuale della ragioneria generale dello stato sono evidenti: milioni di euro tolti alla spesa di personale: servizi in affanno e personale mal pagato. Senza contare l’incrocio dei dati delle retribuzioni che andrebbe fatto con la Città Metropolitana di Venezia: ente che è servito di fatto a spalmare costi di gestione e dei Dirigenti del Comune sulla ex-provincia contro ogni principio di finanza pubblica.

3. Forse il più importante, il vero fallimento: Il Comune di Venezia ha perso tantissimi dei nuovi dipendenti assunti: si sono licenziati o sono andati in mobilità verso altri enti.

La media della permanenza dei colleghi vincitori di concorso è inferiore a 3 anni - incalza D’Agostino per il Sindacato del Pubblico Impiego della CGIL. E’ un giudizio netto dato dalle persone: in Comune di Venezia si lavora male. Niente valorizzazioni professionali, niente creatività o possibilità di innovare. Niente supporti logistici, niente welfare aziendale, ma neppure strumenti di flessibilità in grado di trattenere i dipendenti - soprattutto i giovani.

A dirlo sono i fatti, non il sindacato: le persone vanno via.

Su una cosa ha ragione l’assessore D’Anna: “I dipendenti del Comune sanno come sono stati trattati. Non c’è alcun dubbio e hanno chiesto di cambiare in tanti modi in questi anni: semplicemente non c’era nessuno ad ascolarli.”
Meno slogan e più fatti concreti: l’Assessore D’Anna non si è mai visto ai tavoli e nei confronti con i lavoratori del Comune. Dalla sua nomina sul suo tavolo ci sono richieste di incontro per valutare tutti questi problemi e proposte concrete per finanziare in maniera adeguata chi lavora e di quella macchina fa parte.
Chiunque vinca le prossime elezioni dovrà costruire cambiamenti profondi: una vera politica sul personale che oggi non esiste, un ente innovativo in grado di attrarre talenti, un sistema complessivo di valorizzazione di chi lavora e soprattutto un metodo condiviso di decidere.
Noi non dimentichiamo e non accettiamo nessuna forma di revisionismo: serve cambiare passo.