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Venezia, 5 febbraio 2026 - «La decisione di Uripa di avviare il reclutamento di operatori socio-sanitari in Brasile e nei Caraibi solleva forti perplessità sul piano della legittimità istituzionale e della condivisione con la Regione Veneto, oltre a generare effetti distorsivi sul mercato del lavoro socio-sanitario» dichiara Ivan Bernini, Segretario Generale Fp Cgil Veneto.

«Una scelta di tale portata, che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi assistenziali e sul lavoro di migliaia di operatori, non può essere assunta in modo unilaterale, senza un chiaro e preventivo confronto con la Regione e con le parti sociali – commenta il rappresentante sindacale - L’assenza di una cornice condivisa rischia di produrre interventi frammentati, non coordinati e privi di una reale strategia di lungo periodo».

Per Bernini «Preoccupa inoltre il rischio concreto di dumping occupazionale. Il reclutamento di personale dall’estero, in presenza di condizioni contrattuali e retributive già oggi poco attrattive, rischia di comprimere ulteriormente i salari e i diritti dei lavoratori italiani, anziché affrontare le vere cause della carenza di personale: stipendi insufficienti, carichi di lavoro eccessivi e scarsa valorizzazione professionale».

«Questa impostazione rischia di creare una competizione al ribasso tra lavoratori, anziché investire su un rafforzamento complessivo del sistema – prosegue il Segretario Generale regionale della Funzione Pubblica Cgil - In assenza di un miglioramento strutturale delle condizioni di lavoro, il ricorso a personale straniero appare come una soluzione emergenziale che scarica il problema sui lavoratori, italiani e stranieri, senza risolverlo».

«È necessario che la Regione Veneto assuma un ruolo di indirizzo e coordinamento – sottolinea Bernini - promuovendo politiche condivise che garantiscano legalità, trasparenza e pari diritti, evitando scorciatoie che minano la coesione del sistema e la dignità del lavoro».

«La tenuta dell’assistenza agli anziani non può basarsi su soluzioni isolate o su logiche di contenimento dei costi, ma su una programmazione condivisa, sostenibile e rispettosa dei lavoratori e degli anziani» - conclude.