Cgil, Fp, Filcams: Servono interventi immediati
Venezia, 16 luglio 2026 - La situazione nei musei veneziani - sia in quelli gestiti dalla Fondazione Musei Civici sia in quelli statali - ha raggiunto livelli che non riteniamo più accettabili, né per chi ci lavora né per chi li visita. Le rilevazioni effettuate - spiegano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia, Franca Vanto, FP CGIL Venezia e Andrea Porpi-glia, FILCAMS CGIL Venezia - segnalano temperature che arrivano fino a 35 gradi, con tassi di umidità superiori al 60%. In strutture gestite dalla Fondazione Musei Civici come Palazzo Ducale, Palazzo Fortuny, Palazzo Mocenigo, la Torre dell’Or-logio, la biglietteria del Correr, gli itinerari segreti di Palazzo Ducale, il Tesoro del Doge o in quelle Statali come le Gallerie dell’Accademia, Palazzo Grimani o il Museo Archeologico si sono registrate condizioni climatiche insostenibili, sia per il per-sonale che per il pubblico.
A pagare il prezzo più alto di questa situazione sono spesso i lavoratori degli appalti che non sono dipendenti diretti delle istituzioni che gestiscono le strutture, ricordiamo che la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro non rientra tra le compe-tenze delle aziende appaltatrici. Si tratta di lavoratori su cui si scarica, di fatto, il peso maggiore di queste criticità.
A questo si aggiunge una preoccupazione che riguarda la tutela stessa del patrimonio custodito: condizioni climatiche fuori controllo pongono interrogativi seri anche sulla conservazione delle opere.
Da anni chiediamo un piano straordinario del Ministero della Cultura per l’adegua-mento strutturale e impiantistico dei musei. È una richiesta che rinnoviamo con forza, perché non si può continuare a rimandare.
Rileviamo inoltre come la Fondazione Musei Civici, che registra costantemente utili di bilancio, destini quelle risorse a nuovi interventi collocati al di fuori delle sedi mu-seali principali - come nel caso della ristrutturazione del Candiani - anziché interve-nire prioritariamente sui grandi musei ricevuti in concessione dallo Stato. A nostro avviso - concludono Giordano, Vanto e Porpiglia - queste strutture, così, non vengono adeguatamente salvaguardate.

