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Dolo, 21 agosto 2026 - Come FP CGIL Venezia abbiamo aperto lo stato di agitazione del personale alla Residenza Riviera del Brenta: la situazione è ormai insostenibile.

Nei reparti si continua a lavorare con piani di emergenza che sono diventati una costante, la carenza di personale rende sempre più difficile garantire agli ospiti l'assistenza necessaria.

I numeri parlano chiaro: nel nucleo Perla di Villa delle Rose si sono registrati 14 piani di emergenza a giugno, 14 turni scoperti ad agosto. Nel nucleo Rubino in Via Garibaldi, nel mese di luglio, i piani di emergenza sono stati 29, praticamente tutti i giorni. E il 16 agosto, nel turno pomeridiano, un solo operatore si è trovato in servizio nel nucleo Turchese e la stessa cosa è successa nel nucleo Corallo.

«Questa non è più un'emergenza occasionale: è diventata la normalità», dichiara Chiara Cavatorti, FP CGIL Venezia.

Manca una graduatoria di operatori socio-sanitari dalla quale poter attingere e gli accordi con altri enti per utilizzare graduatorie esistenti non hanno dato i risultati necessari. Le due mobilità in entrata sono del tutto insufficienti rispetto alle necessità della struttura.

In un contesto in cui tutte le strutture fanno sempre più fatica a reperire personale, i corsi per operatori socio-sanitari faticano a partire per la mancanza di iscrizioni e i concorsi di Azienda Zero finiscono per drenare personale soprattutto dalle residenze per anziani, non avere una propria graduatoria OSS dalla quale attingere per sostituire le cessazioni è un problema serio.

Da mesi la FP CGIL di Venezia chiede una cosa molto semplice: assumere personale. Servono concorsi per gli OSS, serve stabilizzare il personale precario e serve rafforzare gli organici anche negli uffici amministrativi.

Eppure, mentre nei reparti si lavora in queste condizioni, l'Ente è paralizzato e non mette in campo gli atti necessari per procedere con le assunzioni.

Senza una graduatoria di operatori si continua a ricorrere alle agenzie interinali assumendo personale con contratti di somministrazione, con costi aggiuntivi per l'Ente. Intanto, dal 1° settembre, le rette aumentano di 5 euro al giorno.

«La domanda è inevitabile: come si può chiedere alle famiglie di pagare di più mentre nei reparti manca il personale necessario per garantire un'assistenza adeguata?» afferma Cavatorti.

Non possiamo accettare che la carenza di organico venga scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori, costretti continuamente a lavorare in emergenza, né sugli ospiti, che hanno diritto a un'assistenza adeguata e dignitosa.

Servono risposte urgenti, non è accettabile aumentare le rette mentre non vi sono più le condizioni necessarie per garantire la qualità dell'assistenza e i servizi agli ospiti.