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Fp Cgil: «Prima di parlare di riduzione della spesa e degli organici, la Regione dovrebbe guardare i dati. Il Veneto non ha un problema di troppo personale: semmai rischia di averne troppo poco».

Venezia, 28 agosto 2026 - La volontà manifestata dalla Regione Veneto di intervenire ancora sulla spesa per il personale e sul numero dei dipendenti regionali merita una riflessione che parta da un elemento molto semplice: i numeri.

E i numeri raccontano una realtà difficilmente equivocabile, afferma Ivan Bernini segretario generale della FP CGIL Veneto.

Con 0,56 dipendenti regionali ogni 1.000 abitanti, il Veneto si colloca al penultimo posto tra le Regioni italiane per rapporto tra personale regionale e popolazione. Tra le Regioni a statuto ordinario, soltanto la Lombardia presenta un rapporto inferiore.

Regione = Dipendenti ogni 1.000 abitanti

  • Valle d'Aosta = 24,4
  • Trentino-Alto Adige = 9,96
  • Sicilia = 3,2
  • Friuli-Venezia Giulia = 2,8
  • Molise = 2,53
  • Sardegna = 2,5
  • Basilicata = 1,85
  • Umbria = 0,9
  • Calabria = 0,85
  • Abruzzo = 0,8
  • Campania = 0,78
  • Liguria = 0,76
  • Marche = 0,75
  • Lazio = 0,74
  • Toscana = 0,72
  • Piemonte = 0,70
  • Emilia-Romagna = 0,65
  • Puglia = 0,60
  • Veneto = 0,56
  • Lombardia = 0,34

Fonte Conto Annuale Ragioneria dello Stato 2023

Questi dati dovrebbero essere il punto di partenza di qualsiasi discussione sulla riorganizzazione dell'Ente. Il Veneto è già una Regione “virtuosa” sul versante del contenimento degli organici. Se per virtuosità sia giusto intendersi questo. Per questo appare singolare che, di fronte a questi numeri, la priorità diventi ancora una volta diminuire la spesa del personale e ridurne ulteriormente la consistenza.

La domanda da porsi dovrebbe essere esattamente opposta: fino a che punto è possibile continuare a ridurre il personale senza ridurre, contemporaneamente, la capacità della Regione di svolgere le proprie funzioni? Perché dietro lo 0,56 non ci sono soltanto numeri. Ci sono uffici, professionalità, competenze tecniche e amministrative, attività di programmazione, controllo, autorizzazione, gestione dei fondi, rapporti con cittadini, imprese ed enti locali. E ci sono lavoratrici e lavoratori sui quali inevitabilmente si scarica il peso di organici sempre più compressi.

La Pubblica Amministrazione non diventa più efficiente semplicemente perché ha meno dipendenti. L'efficienza si misura sulla capacità di garantire servizi, tempi adeguati, competenze e risposte ai cittadini. Se il Veneto, con 0,56 dipendenti ogni mille abitanti, presenta già uno dei rapporti più bassi d'Italia, pensare di costruire la prossima fase organizzativa partendo ancora dalla riduzione della spesa e del personale rischia di trasformare quella che oggi viene rivendicata come virtuosità in un problema strutturale.

Come FP CGIL riteniamo quindi necessario che qualsiasi progetto di riorganizzazione parta da una analisi reale dei fabbisogni, dei carichi di lavoro, delle professionalità necessarie e delle funzioni che la Regione deve garantire, e non da un obiettivo preventivo di riduzione degli organici. Prima vengono le funzioni da svolgere e i servizi da garantire. Poi si determina il personale necessario. Fare il contrario significa decidere prima quanto tagliare e soltanto dopo chiedersi come far funzionare la macchina regionale.

Il Veneto ha già dimostrato, numeri alla mano, di essere una delle Regioni più contenute d'Italia sotto il profilo del personale. Non serve dimostrare di saper spendere ancora meno. Serve dimostrare di saper investire bene nelle persone che fanno funzionare la Regione conclude Bernini.