D’Agostino FP CGIL: «Il Comune pubblichi i dati e apra un confronto sulla valorizzazione del personale»
Venezia, 13 ottobre 2026 - «Da un’analisi degli ultimi documenti pubblicati sul sito istituzionale del Comune emerge un dato chiaro: il comune è fermo su assunzioni e investimenti sul personale altro che moltiplicazioni dei dipendenti, fra poco vedremo D’Anna camminare anche sull’acqua».
Se prendiamo una finestra di tre anni (e non di otto come ha fatto l'assessore) le unità degli under 35 sono appena 36, 45 se li riferiamo al 2022.
«Non mi pare un risultato di cui vantarsi troppo, soprattutto se lo valutiamo assieme alla media dell’età del personale complessivo che resta fermo negli anni e non accenna a diminuire»- dichiara Paolo D’Agostino, Segretario Generale della FP CGIL di Venezia.
La media dell’età del personale degli ultimi 5 anni, infatti, è fissa ed è pari a 50 anni. Un dato che fa pensare che una politica di personale non c’è stata e che le scelte vanno completamente riviste per le stesse ragioni che indica l’assessore nel suo comunicato: rendere il Comune di Venezia attrattivo e all’avanguardia. Sarebbe inoltre utile conoscere i dati divisi per profili di inquadramento perché a tenere la media costante hanno contribuito sicuramente le assunzioni fatte in contratto di formazione lavoro per la polizia locale e le numerose assunzioni fatte nei servizi educativi. Di tutto il resto del Comune non c’è traccia di riflessione - continua D’Agostino per il Sindacato dei Servizi Pubblici della CGIL.
Un altro dato interessante, su cui tutto il Comune riflette tranne l’Assessore - evidentemente - è che la media di permanenza dei colleghi assunti negli ultimi anni in Comune è inferiore ai 2,5 anni: «chi ci conosce se ne va» potrebbe essere il motto da affiggere sugli uffici della Direzione del Personale di Ca’ Farsetti.
Il motivo? Non solo ‘caro vita’, come alcuni Direttori dicono, ma soprattutto perché in Comune si lavora male - attacca ancora D’Agostino -: «manca qualunque politica sulla mobilità dei dipendenti in un Comune unico al mondo per estensione territoriale e difficoltà di spostamento Manca l’apertura mentale nella diffusione di strumenti come lo smart working e flessibilità oraria pensata come fiducia verso chi lavora e non come misura assistenziale. Manca un investimento in formazione e tecnologia: i corsi che guardano al mondo sono spesso costosi e bloccati per motivi di budget. Manca una politica retributiva: è l’unico ente locale della provincia ad aver interrotto le progressioni economiche negli ultimi tre anni. Manca inoltre una vera valorizzazione economica per il merito e le competenze: questo ente ha le indennità più basse della provincia: un architetto oggi guadagna circa 1600 euro netti al mese, il responsabile di un servizio complesso non arriva a guadagnarne 2000 euro. Tutto questo nonostante gli strumenti di incremento dei fondi per il salario accessorio messi a disposizione dal Governo».
Dei 6,5 milioni che il Comune potrebbe stanziare il Comune fra Decreto PA e Decreto Sicurezza, ad oggi, ne ha stanziato uno soltanto, senza ancora aver fatto alcuna proposta concreta su come spenderlo per rendersi più attrattivo, mentre Regione Veneto già nel 2025 ha fatto un intervento di sostegno economico aggiuntivo per 1’000 euro all’anno a dipendente.
«Chiediamo al Comune un bagno di umiltà - conclude D’Agostino - e di ammettere di aver fallito gli ultimi 11 anni di Governo cambiando rotta e impostando nuove relazioni sindacali. Inclusive e che guardino alla generalità dei dipendenti smettendo di coltivare piccoli orti.»

