La FP CGIL di Venezia conferma con determinazione lo sciopero generale proclamato per l’intera giornata di giovedì 8 gennaio 2026 e incassa l’approvazione della Commissione di Garanzia, denunciando l’ultimo segnale di chiusura arrivato dai vertici aziendali.
In risposta alla protesta, infatti, l’azienda ha deciso di introdurre l'obbligo dei servizi minimi in caso di sciopero, un provvedimento che sembra voler perseguire il tentativo di depotenziare la portata della mobilitazione e limitare il diritto dei lavoratori a manifestare il proprio dissenso. “Un fatto inedito che arriva con appena 20 anni di ritardo: perché proprio adesso? Perché solo ai dipendenti di AMES? E perché scriverlo a tutti i dipendenti con una nota?”
L'8 Gennaio saremo davanti a Villa Querini, sede dell’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Venezia, per ribadire le nostre ragioni anche a seguito delle dichiarazioni del nuovo assessore ai servizi:
- carenza di personale senza precedenti
- continui trasferimenti del personale fra sedi spesso senza preavviso
- mancato rispetto dell’accordo sindacale del 2018
- ma soprattutto l’eliminazione da parte del Comune del servizio di supporto alle classi con bambini certificati: un fatto inaudito e gravissimo, che Comune ed Ames hanno negato e che tuttavia è un servizio esplicitamente previsto dal disciplinare fra Comune e AMES.
“La proclamazione dello sciopero è avvenuta rispettando le regole, tant’è che anche la commissione di garanzia ha regolarmente pubblicato l’indizione per la giornata dell’8 gennaio - dichiara Marco Dario, di FP CGIL di Venezia - Sbandierare l’introduzione dei servizi minimi a pochi giorni da uno sciopero è una reazione finalizzata solo a mettere paura alle colleghe e i colleghi che domani devono decidere se aderire o meno allo sciopero. Ma è tutto stato fatto come sempre, seguendo anche le norme non necessarie pur di dare il giusto preavviso alle famiglie.
Dal 2015 il servizio è stato progressivamente smantellato, con una riduzione della pianta organica del 38% che ha lasciato le scuole scoperte e il personale stremato. Nonostante i carichi di lavoro siano in costante aumento, il numero degli esecutori scolastici titolari di sede è sotto le 180 unità, mentre la gestione aziendale continua a basarsi sull'utilizzo dei lavoratori come "pedine" da spostare quotidianamente tramite il sistema dei Jolly. Questa precarietà organizzativa distrugge la continuità educativa e offende la professionalità di chi opera nelle cucine e nelle strutture scolastiche veneziane. A questo si aggiunge l’insensata eliminazione del supporto per i bambini con bisogni speciali, passato da 18 operatori a zero, un taglio che colpisce direttamente i diritti delle famiglie e dei più deboli.
Il 12 è convocato un tavolo sindacale sull’integrativo aziendale che però non ha all’ordine del giorno il tema dell’organico e la gestione delle sostituzioni: vogliamo discutere anche di questi argomenti e non solo di quello che interessa all’Azienda e al Comune.
Il Comune smetta di negare i problemi e si faccia portavoce di soluzioni concrete che aspettiamo da tempo.

