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Mestre-Venezia, 21 aprile 2026 - La Delibera della Giunta regionale n. 186 del 24 marzo 2026 definisce il quadro di programmazione del personale del Servizio Socio-Sanitario Regionale per il 2026, confermando vincoli stringenti ma indicando anche strumenti che se utilizzati possono rafforzare il lavoro pubblico, a partire dalla riduzione delle esternalizzazioni e dall’utilizzo delle risorse aggiuntive previste dalla normativa.

«Questa manovra non può essere letta solo come un elenco di limiti – dichiara Ivan Bernini, Segretario Generale FP CGIL Veneto – ma come un atto che individua spazi di intervento precisi. La legge consente di aumentare la spesa e il personale quando si riducono in modo strutturale i servizi esternalizzati o si utilizzano fondi aggiuntivi rispetto al Fondo sanitario regionale. È su queste leve che bisogna agire».

Secondo la FP CGIL Veneto, il ricorso prolungato a prestazioni aggiuntive, lavoro autonomo ed esternalizzazioni non può diventare la normalità del sistema sanitario.

«Continuare a gestire la carenza di personale solo con soluzioni temporanee – prosegue Bernini – significa aumentare i costi, precarizzare il lavoro e indebolire i servizi. Internalizzare attività oggi appaltate vuol dire invece creare occupazione stabile, migliorare la qualità assistenziale e rafforzare l’organizzazione pubblica, nel pieno rispetto dei vincoli di legge. Complesso o meno che sia rispetto anche ad altre dinamiche, ivi inclusa quella demografica, oggi serve aggredire la carenza di personale e sfruttare gli spazi di aumento della spesa nel rispetto delle norme vigenti».

La FP CGIL Veneto chiede quindi alla Regione e alle Aziende sanitarie di aprire una fase nuova, basata su progetti concreti di internalizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari, utilizzo pieno e trasparente dei fondi extra‑FSR, programmazione dei fabbisogni orientata alla riduzione del lavoro precario.

«La sanità veneta ha bisogno di scelte strutturali – conclude Bernini – non di soluzioni tampone. Le norme ci sono, le risorse esistono: ora serve la volontà di investire sul lavoro pubblico e sulla qualità dei servizi per cittadini e lavoratori. Con la scelta del nuovo Direttore dell’Area Sanità che chiude le nomine di tutte le direzioni strategiche, oggi serve programmare e lavorare concretamente per superare le criticità evitando il declino del nostro SSR».

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