Partecipato presidio davanti alla sede della Ulss 3
Fp Cgil: «Il cambio di gestione non può essere pagato da lavoratori e famiglie. L’Ulss 3 convochi subito un tavolo»
«Le condizioni proposte dal nuovo gestore sono peggiorative. Così si mette a rischio anche la regolare partenza del servizio il 10 settembre».
Venezia, 3 settembre 2026 – Cresce la preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori del servizio di integrazione scolastica del Distretto Mirano-Dolo dopo la decisione dell’ULSS 3 Serenissima di risolvere il contratto d’appalto con la Cooperativa Codess.
A seguito della decisione dell’ULSS 3, la FP CGIL Venezia ha partecipato alle trattative con il soggetto che dovrebbe subentrare nella gestione del servizio.
«Stiamo parlando di circa 130 operatori socio sanitari ed educatori che ogni giorno garantiscono un servizio fondamentale ai ragazzi con disabilità nelle scuole del Miranese e della Riviera del Brenta – dichiara Chiara Cavatorti della FP CGIL Venezia –. Sono prevalentemente donne, con contratti part-time e retribuzioni già basse. Non accetteremo che un cambio di gestione diventi il pretesto per peggiorare ulteriormente le loro condizioni di lavoro».
La trattativa è già stata avviata con Consorzio Blu, ma il quadro emerso è fortemente preoccupante: le condizioni proposte dal nuovo gestore risultano peggiorative rispetto a quelle attualmente riconosciute.
«A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico siamo ancora davanti a un quadro di forte incertezza – prosegue Cavatorti –. Non può esserci tranquillità per 130 lavoratrici e lavoratori e, soprattutto, non possono esserci garanzie sufficienti per le famiglie rispetto alla regolare partenza del servizio il 10 settembre. Su un servizio così delicato non si può arrivare all’ultimo momento senza certezze».
Al centro della mobilitazione c’è innanzitutto la richiesta di un contratto continuativo sui 12 mesi, attraverso l’utilizzo della banca ore, in modo da garantire continuità reddituale anche nei periodi di riduzione dell’attività dovuti alle chiusure scolastiche estive, natalizie e pasquali.
Il contratto part-time ciclico verticale proposto dal Consorzio Blu comporterebbe invece due mesi di sospensione della retribuzione.
«Parliamo di persone che hanno già stipendi bassi: chiedere loro di rimanere per due mesi senza retribuzione è semplicemente inaccettabile. La continuità di un servizio pubblico non può essere costruita sulla precarietà economica di chi quel servizio lo garantisce», sottolinea Cavatorti.
Peggiorativa anche la proposta sui buoni pasto, il cui valore sarebbe di soli 4 euro.
Resta inoltre aperto il nodo dei rimborsi chilometrici. Le lavoratrici e i lavoratori utilizzano regolarmente le proprie automobili per gli spostamenti di servizio e la FP CGIL Venezia chiede l’applicazione del Contratto Collettivo Territoriale Regionale Veneto, con riferimento alle tabelle ACI per il rimborso dei costi e il riconoscimento degli spostamenti come orario di lavoro.
«Non è pensabile che benzina, manutenzione dell’auto e spostamenti necessari per garantire il servizio vengano scaricati sulle tasche dei lavoratori. Chi usa il proprio mezzo per lavorare deve vedersi riconosciuto un rimborso adeguato e il tempo di lavoro».
Per la FP CGIL le responsabilità non riguardano però soltanto il nuovo gestore.
«Il cambio di gestione nasce da una scelta dell’ULSS 3 e non può tradursi in un conto da presentare alle lavoratrici e ai lavoratori – conclude Cavatorti –. L’ULSS 3 Serenissima e la Conferenza dei Sindaci sono i soggetti committenti e non possono limitarsi ad assistere alla trattativa come spettatori. Devono farsi garanti della continuità del servizio, delle condizioni di lavoro e delle famiglie che da quel servizio dipendono. Chiediamo la convocazione immediata di un tavolo: il tempo delle attese è finito».
La FP CGIL ha già ricevuto dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori il mandato a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie qualora le richieste non vengano recepite in un accordo integrativo da sottoscrivere prima dell’avvio del nuovo appalto.

