Il Ministro Nordio a soli 27km di distanza. FP CGIL: «Sarebbe stato bello un fuori programma del Ministro» .
Venezia 23 settembre 2026 – Lunedì 21 settembre si è tenuta un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori presso la Cittadella della Giustizia di Venezia in occasione della giornata nazionale di mobilitazione promossa dalla FP CGIL per chiedere la stabilizzazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori precari PNRR del Ministero della Giustizia e la risoluzione dell’annoso problema della carenza di personale.
Delusione, rabbia e incredulità sono i sentimenti che hanno preso il sopravvento durante l’assemblea, mentre scorrono i giorni e non si sa nulla del destino di chi lavora all’interno del Tribunale di Venezia con contratto in scadenza il prossimo 30 settembre.
Tra i circa 50 precari vi sono persone che fino al 30 giugno scorso lavoravano in altri uffici giudiziari del Veneto, dove già da qualche anno avevano stabilito la propria vita e i propri interessi, dal 1° luglio sono stati trasferiti d’imperio, alcuni anche a più di 120 km di distanza, presso il Tribunale di Venezia in una fantomatica sezione stralcio dell’ufficio immigrazione creata ad hoc e, di fatto, aggravando le scoperture degli altri territori su cui gli uffici avevano investito in tempo e formazione.
I costi di questo pendolarismo (sia in termini economici quanto di tempo) tutti a carico delle lavoratrici e dei lavoratori che si sono trovati a lavorare in laguna, peraltro senza postazioni di lavoro garantite, più persone sedute ad una scrivania, in condizioni non esattamente in regola con le norme a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (in un ufficio giudiziario, sic!).
In tutto ciò, allo stato, il Tribunale di Venezia, contrariamente agli altri uffici di altre regioni in cui si è verificata la medesima situazione, ha adottato una politica restrittiva sugli istituti di flessibilità e conciliazione vita-lavoro, come il lavoro agile e da remoto, non riuscendo a compensare il disagio causato dallo stesso Ministero.
Oggi raccontiamo dell’ennesima ingiustizia perpetrata dal Ministero della Giustizia nei confronti del proprio personale, che si aggiunge alla mancata riqualificazione del personale, mobilità bloccata, carichi di lavoro massacranti, organici mai rimpinguati, nessuna misura per rendere attrattivi gli uffici della laguna, dove i fascicoli ancora viaggiano sull’acqua con i motoscafi e il costo della vita è tra i più elevati.
Mentre raccoglievamo le domande più che legittime delle lavoratrici e dei lavoratori, il Ministro Nordio era a Scorzè, a 27 km dal Tribunale di Venezia, per l’inaugurazione della piazza intitolata al giudice Rosario Angelo Livatino, ucciso dalla mafia.
Sarebbe stato bello un fuori programma del Ministro, per lanciare un segnale forte, vederlo varcare la soglia del Palazzo di Giustizia di Venezia per ricordare che sono gli uffici giudiziari a stabilire la verità, ma se gli uffici sono vuoti, il rischio è che quella verità non verrà stabilità mai e chi lo permette è connivente!
Lo Stato deve investire nello Stato! Servono risorse e personale per far funzionare gli uffici giudiziari.

